Influencers creati con l’intelligenza artificiale: pro e contro

Recentemente e per la prima volta un robot ha ricevuto la cittadinanza in Arabia Saudita. Con casi come questo è impossibile ignorare il fatto che l’intelligenza artificiale (IA) sta evolvendo rapidamente e sta entrando in diversi aspetti delle nostre vite.

L’intelligenza artificiale è arrivata a punti inimmaginabili. Tra di essi l’industria degli infuencers. Perché esistono già influencers creati con intelligenza artificiale.

Le campagne di marketing di influencer più di successo offrono ai brand una voce umana, reale, di fiducia e autentica che aiuta a creare una connessione emozionale con il consumatore. Questi influencers offrono valore ai brand per cui creano contenuto e ai followers con cui comunicano.

Anche se è innovativo, in recente inserimento degli influencers creati con intelligenza artificiale cambia tutte le strategie viste fino ad oggi. Attualmente i robots virtuali stanno attirando migliaia di followers. Per esempio Lil Miquela è stata una fonte di fascino per molti su Instagram da quando è nata nel 2016. Come era prevedibile, gli influencers creati con intelligenza artificiale stanno superando tutte le barriere previamente stabilite.

Scopri influencers creati con intelligenza artificiale

La realtà è che gli influencers virtuali e i suoi creatori apportano un insieme di relazioni pubbliche e sfide legali. Sono due gli influencers creati con intelligenza artificiale più noti: Shudu Gram e Miquela Sousa. Shudu è considerata la prima super modella digitale al mondo, mentre Miquela, anche nota come Lil Miquela, è un’influencer virtuale.

In pochi mesi hanno accumulato tra tutte e due oltre un milione di followers su Instagram. Shodu si sta posizionando più come opera d’arte che come modella. Ma Miquela si presenta come una ragazza normale. Gli influencers virtuali operano online come fanno quelli reali.

I brand vogliono formare un team con loro e approfittare dei loro followers. Anche se non sono nate per fare le ambassadors di brand, con la sufficiente popolarità che hanno, hanno attirato diverse aziende in cerca di collaborazioni. Shudu recentemente ha promosso la matita per labbra Fenty Beauty di Rihanna in una pubblicazione di Instagram che è diventata virale. Miquela lavora con Prada e Chanel, tra gli altri brand.

Il ruolo delle emozioni

Gli influencers stanno già usando il marketing emozionale mostrando le proprie vite e i propri interessi. La chiave è creare una connessione unica attraverso l’autenticità e il legame con le persone. L’intelligenza artificiale può creare un legame reale con gli utenti?

Avere un robot che conosca bene un consumatore, cosa ama e cosa no, qual è il suo stato d’animo in un determinato giorno, ecc. è estremamente potente per i brand. Permette di spingere i prodotti e creare esperienze rilevanti in un determinato momento. In questo senso, le tecnologie sensoriali, come il riconoscimento della voce, potrebbero avere un grande impatto.

Alexa o Siri stanno ascoltando le tue conversazioni perché le aziende sappiano cosa venderti e quando? Speech morphing crea voci personalizzate per comunicazioni di marketing e servizio al cliente. È naturale che gli umani si fidino di voci che suscitano emozioni positive.

Hai davvero bisogno di entrare in contatto con persone influenti per commercializzare i tuoi prodotti?

Se questa tendenza ha il potere di vivere o se gli influencers creati con intelligenza artificiale risulteranno noiosi a lungo termine è un’incognita da scoprire. Dopo di tutto sono gli aspetti irraggiungibili mescolati a difetti fatali degli esseri umani che sostengono l’interesse del pubblico. Si sa che è l’imperfezione a creare la connessione.

Ma, lasciando da parte i problemi di longevità, ci sono molti temi commerciali e legali da considerare prima che si possa dichiarare che gli influencers creati con intelligenza artificiale scalzeranno gli esseri umani.

Sostituire esseri umani con costrutti digitali crea nuove sfide. Se vuoi sperimentare la creazione digitale o se vuoi accedere a una creazione esistente, ecco alcuni degli aspetti commerciali e legali da considerare.

1 – Proprietà IP

Gli influencers creati con intelligenza artificiale sono l’espressione di un’idea in forma di prodotto. Come tale chi ha creato la proprietà intellettuale vorrà proteggerla come qualsiasi tema generato dall’influencer virtuale. Per esempio Miquela sta promuovendo Prada e ha la sua musica su Spotify.

È il brand il cui prodotto sta influenzando l’influencer virtuale o l’artista che ha inventato l’influencer virtuale? Se l’IP è stato creato internamente, farà parte degli accordi legali? Si devono considerare i problemi di proprietà intellettuale quando si decide di lavorare con un artista esterno.

2 – Clausole morali e questioni di identità

Bisogna anche includere clausole morali nei contratti. Clausole che possono riguardare non solo l’identità virtuale ma anche il creatore, anche se non è stato identificato pubblicamente nel momento della firma del contrato.

Tra le altre cose queste clausole aiutano a proteggere le relazioni e la reputazione, oltre all’appropriazione e l’autenticità.

Se, come brand, crei influencers con IA come parte di una campagna o con l’intento di usarli come ambassadors a lungo termine, dovrai fare attenzione. È possibile che la società non sia pronta a seguire gente che non è reale.

Ovviamente per tutti i brand lo sviluppo e l’uso di influencers dovrebbe essere strategico e più considerato per evitare critiche. E nel peggiore dei casi può generare una perdita di fiducia nel consumatore.

La fiducia, la privacy e la trasparenza sono i temi che più preoccupano i consumatori di oggi. La mancanza di realtà può colpire la relazione cliente-utente. Ogni brand deve dare valore alle sue opzioni.

3 – Pubblicità

L’anno scorso la Commissione Federale del Commercio ha aggiornato le sue guide di approvazione legate agli influencers affinché rivelino le loro relazioni di marketing e identifichino le pubblicazioni sponsorizzate con un hashtag come #ad o #sponsorizzato.

Ovviamente non è chiaro come si applicherebbero le regole a influencers creati con intelligenza artificiale.

Oltre a ciò gli influencers virtuali come Lil Miquela creano altre preoccupazioni. Dopo di tutto, perché i followers dovrebbero fidarsi dell’opinione di qualcuno che non esiste? Gli influencers virtuali non stanno provando un brand di abbigliamento. Quindi non possono consigliarlo realmente. Non possono dirti se una maglia è meglio di un’altra. O se una crema idrata davvero. Quindi i motivi per comprarla sono inesistenti.

Non sono persone reali quindi non possono dare un’opinione autentica. Secondo Ryan Detert, CEO dell’influente marketplace Influential, “questi sono i tratti che fanno sì che gli influencers virtuali siano interessanti per le aziende. Sono molto più facili da controlalre”. Ovviamente possono perdere la credibilità che tutti gli utenti cercano.

Il futuro è incerto

Ci sono già diverse startups che lavorano a applicazioni commerciali che utilizzano la realtà virtuale. Alcuni come Soul Machine, con sede in Nuova Zelanda, si stanno focalizzando sull’uso di umani virtuali per applicazioni di servizio al cliente. L’azienda si è associata con la società di software Autodesk, Daimler Financial Services e National Westminster Bank per creare assistenti digitali iper realistici.

Altri, come 8i e Quantum Capture stanno lavorando alla creazione di esseri umani digitali per applicazioni di realtà virtuale aumentata e mista.

E le tecnologie di queste startups, anche se alle prime tappe, fanno sì che Lil Miquela e la sua coorte si vedano positivamente in bassa risoluzione. “Lil Miquela semplicemente sta esplorando ciò che gli esseri umani virtuali possono fare”, dice il CEO e presidente di Quantum Capture Morgan Young. “Sono istantanee generate attraverso il computer e renderizzate previamente che si vedono molto bene. Si tratta di tutto ciò che può arrivare a fare la tecnologia. Noi ci concentriamo su un alto livello di qualità visiva e nel fare in modo che questi personaggi prendano vita”.

Nuove tecnologie VR e AR

Quantum Capture si focalizza sulla tecnologia VR e AR. La compagnia, ovviamente, è cosciente che potrebbero avere un’adozione lenta. Per questo attualmente sta approfittando delle sue tecnologie di scanner 3D e cattura il movimento per applicazioni reali nell’attualità.

Attualmente la startup sta provando un caso di utilizzo per un hotel di lusso dove un concierge “virtuale umano” saluta gli ospiti attraverso uno schermo tattile e li aiuti a registrarsi. Gli ospiti possono accedere allo stesso concierge virtuale umano dalle loro camere. Possono richiedere qualsiasi cosa, dai consigli di ristoranti a come fare per sistemare la luce o aprire le tende.

Se non ti convince questa idea degli influencers creati con intelligenza artificiale, puoi utilizzare una piattaforma di content marketing professionale come Coobis, dove abbiamo influencers in carne ed ossa. Ci sono migliaia di utenti che aspettano di entrare in contatto con loro. Vuoi cominciare oggi stesso a gestire le tue strategie di influencer marketing?